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domenica, ottobre 16, 2005

Emozioni dal vivo con The Niro

"The Niro, alter ego di Davide Combusti, è un giovane ed emergente musicista romano. La sua musica si ispira a Lou Barlow, Elliot Smith e a tutto lo scenario del cantautorato americano underground. La sua voce ricorda in maniera impressionante Tim Buckley. Sentirlo dal vivo è davvero un emozione"... www.dcod.it

Postato da: theniro a 17:16 | link | commenti |

martedì, marzo 22, 2005

Live Sondre Lerche + The Niro 15 marzo 2005

estratto dalla recensione apparsa su Rocklab 

...cosa numero due l’opening Act. I The Niro sono un gruppo da tenere veramente d’occhio. Formazione tipica con strumenti atipici. The Niro stesso ha un’acustica elettrificata a cassa bassa, il chitarrista una gibson diavoletto nera in perfetto stile hard rock, il bassista sembra uscito da Non ci resta che piangere e il batterista ha un complesso insieme di bonghi, jambè e percussioni in pieno stile afro che creano un sound originale e perfetto per le composizioni. Oltre a tenere il tempo ottimamente infatti il suddetto batterista impreziosisce i brani con originali suoni e rumori, un po’ come il “rumorista” di Morgan nell’ultimo tour, ma con il plus di riuscire a tenere il tempo come un perfetto batterista rock. Il breve set in apertura di concerto è stato toccante e intenso, le canzoni di The Niro escono dalla stessa acqua in cui annegò Buckley, e sono zuppe di quella malinconia onirica che provoca visioni da un dormiveglia disturbato, accarezzando gli ascoltatori con lullabies semi-acustiche dall’anima vibrante e dannata. Un set che seppur breve ha saputo tenere palco splendidamente, coinvolgendo il pubblico che seguiva in silenziosa attenzione, rimanendo anche un po’ deluso quando è stato chiamato per esigenze di tempo l’ultimo pezzo. Peccato, perché sarebbe piaciuto a molti qualche altro brano... Francesco Sciarrone

Postato da: theniro a 17:30 | link | commenti |

giovedì, febbraio 24, 2005

 ...il cantautore Davide Combusti è bravo ma ha soprattutto sconvolto il nostro gruppo di ascolto.... hanno scritto " ottime canzoni, geniali a volte, melodie originali e affascinanti, buona padronanza della chitarra, canta benissimo in inglese"...beh non capita tutti i giorni che si facciano tutti questi complimenti, ai quali mi associo perché penso che Davide abbia davvero un bel talento...

Micheal Pergolani e Renato Marengo (radio uno Rai)

Postato da: theniro a 13:50 | link | commenti |

sabato, gennaio 29, 2005

 The Niro su Musicboom

The Niro è il romano Davide Combusti, il quale ci propone le sue romantiche e decadenti suggestioni d’autore in una demo che non lascia lo spazio a commenti negativi. In queste quattro tracce si alternano momenti di puro eclettismo chitarristico, folk, canzone pop e qualche afflato psichedelico che spunta qua e là a compattare il tutto.
Una graditissima sorpresa che speriamo possa offrirci altre prove consistenti e qualitativamente elevate. Un progetto che merita un ascolto, che spicca dal novero dei miliardi di gruppi senza personalità grazie ad un carattere definito ed una capacità di scrittura tutt’altro che acerba. Hamilton Santià

Postato da: theniro a 22:43 | link | commenti (1) |

Recensione su Beautifulfreaks

Il nuovo lavoro del progetto The Niro è frutto della solitaria fatica di Davide Combusti che si fa carico della scrittura e dell’esecuzione dei quattro brani presenti sul disco. L’atmosfera che pervade il cd non si discosta molto da quella del lavoro precedente e la vena malinconica del Nostro trova spazio nelle singole tracce che presentano un one-man-band consapevole dei propri mezzi e che riesce a rapire l’ascoltatore con dei brani che risulta anche difficile etichettare per merito delle numerose sfaccettature che li caratterizzano. Si potrebbe parlare di cantautorato rock/wave ma la definizione non renderebbe del tutto. Quindi non rimane soluzione migliore dell’ascolto per provare ognuno a dire la sua in merito al mondo dei The Niro. (a.p.)

Postato da: theniro a 22:39 | link | commenti |

giovedì, aprile 01, 2004
Intervista per "Beau...

Intervista per "Beautiful Freaks"

Gen/feb/mar 2003

Le tracce contenute nel demo di questa originale formazione capitolina ci trasportano in un rock melodico ed energico, reso più accattivante dalla voce sofferta del cantante e leader del gruppo, Davide Combusti, che per certi versi ricorda quella di Jeff Buckley. La musica inglese è sicuramente un loro punto di riferimento, ma la loro forza è nel cercare generi musicali differenti per arrivare a comporre pezzi di forte impatto emotivo, curati ed abbastanza sofisticati. Con Davide Combusti (chitarra e voce e autore di tutte le composizioni), Guido Lampredi (basso), Simone Branchesi (piano e tastiera) e Fiammetta Fabrizi (coautrice di alcuni testi), abbiamo parlato del loro progetto musicale.

Potete raccontarci com'è nato il vostro gruppo?

Davide: Il gruppo si è formato un anno fa (2002.ndr). Io e Guido avevamo suonato già insieme in un'altra formazione; a quei tempi io suonavo la batteria. Ma un bel giorno, stanco di quel ruolo, ho cominciato a comporre cose mie suonando tutti gli strumenti. Ho contattato Guido, che nel frattempo si era liberato da un altro progetto, e siamo partiti, in due con l'arrangiare i pezzi. In seguito, tramite il chitarrista col quale suonavo nella mia precedente formazione, siamo arrivato a Simone

Pur suonando insieme da poco tempo mi pare che abbiate già trovato un vostro stile...

Guido: Sì, lui ha le idee chiarissime

Davide: Le musiche che ho scritto prevengono principalmente da due periodi. Il primo risale a 2 anni fa. E' stato l'inizio. Ho cominciato a scrivere senza avere ancora la consapevolezza di ciò che stavo facendo utilizzando tutti gli strumenti che avevo a disposizione... In quella settimana scrissi sette canzoni. Il secondo periodo risale al periodo di formazione della band.

In principio l'interesse principale era suonare dal vivo, più che fare produzioni. Poi, però, la cosa si è sviluppata...

Simone:Quando ho sentito i loro pezzi li ho trovati validi ed interessanti soprattutto perché si muovono fra vari generi, a differenza di gruppi con cui ho suonato in passato che tendevano a chiudersi troppo.

Quali sono le vostre influenze musicali? Venendo da esperienze diverse credo che siano eterogenee...

Simone: sono diplomato al conservatorio e ascolto e suono di tutto: mi piace attingere dalla grande miniera di Internet, dove posso trovare vari generei: dal rock progressive, al jazz, a Rino Gaetano... cerco di capire ciò che sento armonicamente e tecnicamente, e cerco di improvvisarci sopra. Credo che sia importante avere un occhio di riguardo su tutto ciò che viene fatto in campo musicale.

Guido: le mie influenze vengono soprattutto dal pop/rock. I miei ascolti vanno dai Beatles agli Smiths. Sto attraversando una fase in cui ascolto motla musica new wave ae folk apocalittico.

Davide:Ho sempre ascoltato sound tipicamente inglesi. Adoro Jeff Buckley ed ultimamente mi sono avvicinato a gruppi emergenti inglesi come gli I am Kloot e i Coral. In generale mi piacciono quei gruppi che utilizzano anche armonie jazz, molto libere e sofferte.

Perchè avete scelto di scrivere i testi in inglese? Pensate sia più vantaggioso?

Guido:Ragionanedo in grande abbiamo sempre pensato che l'inglese potesse essere uno strumento di comunicazione più ampio, una specie di passa-partout. Comunque non vogliamo rinnegare le nostre radici, quindi stiamo pensando di inserire anche dei pezzi scritti in italiano.

Davide: I pezzi ci sono. Abbiamo circa 40 tracce, di cui una dozzina rielaborate abbastanza bene, e dieci arrangiate perfettamente.

Ho trovato la vostra musica melodica, ma energica e molto sofferta... cosa volete trasmettere?

Davide: La nostra musica è triste di fondo, ma lascia una speranza. Nelle liriche sono portato a metabolizzare l'insegnamento di grandi parolieri come Morrissey, il più grande depresso della storia della musica inglese... e mi sono sentito accomunato ai suoi testi. Le sue sensazioni sono forti e vere. Sinceramente, mi trovo più a mio agio nel dramma che nella commedia, anche se nelle canzoni cerco sempre di lasciare aperta una porta e chiedermi: "Ci sarà qualcosa di meglio domani?"

Cosa ne pensate dell'attuale scena musicale italiana?

Davide: Di per sé la trovo un po' triste, nel senso che vedo una ricerca dell'estetismo spicciolo, sia nell'immagine che nei testi: Credo ci sia la necessità di tornare a parlare di musica vera come negli anni '70, quando la musica contava più dell'immagine. Attualmente un artista che mi piace, ma è ancora poco promosso è Andrea Ra.

In futuro come pensate di muovervi?

Guido: Vorremmo fare un percorso parallelo. E' giusto che il musicista faccia il proprio lavoro, soprattutto quando si ha qualcosa da dire. Dal vivo c'è un'ottima intesa. Stiamo pensando di inserire un quinto elemento, una seconda chitarra, per rendere i pezzi più forti, più duri a livello di sonorità, anche se in alcune cose vorremmo lasciare la delicatezza.

Postato da: theniro a 02:55 | link | commenti |

www.altafedelta.org ...

www.altafedelta.org

Roma - Jungle 05/01/2004

“Una serata con Theniro” Nasce tutto dalla terza e-mail che ci arriva da una nostra amica. Per la terza volta c’invita ad andare a vedere un gruppo che lei dice essere molto interessante. Il suo entusiasmo e la sua insistenza è tale da convincerci ad andare. La sera del 5 gennaio con mrpink andiamo al Testaccio… tra i tanti locali della zona c’è anche il Jungle, ed è proprio in questo locale che è prevista l’esibizione dei “The Niro”. Più tardi Davide Combusti, il cantante e leader del gruppo, ci confermerà quello che sembrava evidente… l’associazione tra il nome del gruppo ed il nome di uno dei più grandi attori di sempre, Robert De Niro. Arriviamo al Jungle alle 21,30, in colossale anticipo! Nella zona ci sono le fasce blu per il parcheggio fino alle 19 e poi quei rompicoglioni dei parcheggiatori abusivi… per principio sia io che mrpink piuttosto che dargli mezzo euro siamo capaci di parcheggiare ad anni luce dal locale (preferisco aumentare la mancia da dare al cameriere…)… anche se sono convinto che se una sera decidessi di prendere l’autobus ce ne sarebbe uno ad aspettarmi davanti casa per farmi pagare anche quel parcheggio… con grande sorpresa quando arriviamo non c’è traccia di parcheggiatore. Pensavamo di poterci sedere ad un tavolo, ed invece niente! Prima delle 23 non si entra. Mi chiedo: tutti quelli che vanno in questi locali in mezzo alla settimana, ma che cazzo di lavoro fanno? Non lavorano? Studiano? Hanno una resistenza superiore? Visto l’anticipo decidiamo di tornare alla macchina per un po’… l’idea non si rivela brillantissima… dopo qualche minuto l’odiato parcheggiatore comincia a girare intorno alla macchina come uno squalo… decidiamo di spostarci, se a questi non dai i soldi ti rigano pure la macchina, e troviamo un altro posto. Recentemente a Roma sono stati arrestati dai carabinieri due parcheggiatori che minacciavano chi non dava loro i soldi, una sorta di pizzo mafioso… per loro sfortuna una signora non si è adeguata. Mi chiedo: perché i vigili non intervengono? Sono a pochi metri da dove questi svolgono illegalmente questo “lavoro”, sanno benissimo cosa succede, ma stanno a guardare… io una mezza idea sul “perché non intervengono” ce l’avrei… Ma torniamo al concerto. Verso le 23,30 Davide Combusti, chitarra e voce, Guido Lampredi, al basso, Fabio Massimo Signoretti, alla batteria, Simone Branchesi, al pianoforte, e Gaetano Sardella alla chitarra, salgono sul palco. La prima canzone s’intitola “Impuro” ed è sufficiente per cominciare ad apprezzare le qualità vocali del cantante. La voce di Davide Combusti si rivelerà, alla fine del concerto, di ottima fattura ed insieme ad alcune buone liriche ed alla bravura del bassista, la qualità migliore di questo interessante gruppo. Almeno a giudicare dalla serata a cui abbiamo assistito. La proposta dei “The Niro” è sufficientemente originale, anche se inevitabilmente qualche riferimento a musica di altri esiste. Un po’ il primo Badly drawn boy, gli Smiths, e soprattutto Jeff Buckley. Su quest’ultimo riferimento incide molto la voce del cantante. Le linee di basso sono semplici ed accattivanti, mentre la tastiera è un po’ penalizzata, non perché venga sfruttata poco ma perché si fa fatica a sentirla. Quando si sente, invece, arricchisce il tutto. Di una cosa sono certo quando i “The Niro” salutano il numeroso pubblico presente alla serata, tornerò a sentir suonare questi ragazzi… anzi credo che seguirò il loro percorso con interesse. Ho visto concerti e ascoltato la musica di diversi gruppi in questi anni e raramente ero rimasto colpito come dai “The Niro”. Se vi capita, andateli a sentire… Mrwhite

Postato da: theniro a 02:54 | link | commenti (1) |

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